Montaigne Saint Victoire (Cézanne)

Montaigne Saint Victoire (Cézanne)
La Coscienza di Cézanne è sempre con me

martedì 25 dicembre 2007

il corpo di luce e l'eros

Il corpo di luce e l’eros


I sentimenti sono stati accartocciati, criptati e così, chiusi su se stessi, sono arrivati all’uomo.
I sentimenti esistevano, come dimensione di espansione dell’Eros creatore, prima dell’uomo, degli animali. Ecco perché la visione e l’immersione nel mondo vegetale ci prende, ci avvince, tocca i nostri sentimenti.
È una faccenda di minerali.
Il regno minerale, gli elementi elementari: idrogeno, elio, ossigeno, carbonio, ferro, ecc… sono sentimenti fatti materia.
Onde elettriche ed elettromagnetiche condensate, arrotolate su se stesse in vortici e spirali di energia.
La vibrazione dell’Essere creatore in una delle sue primarie espressioni di sé. Non primaria in una successione storico-lineare degli eventi, ma prima in un susseguirsi, sempre presente e rinnovantesi di eventi di creazione.
Come dire che quando l’Essere si vive come emozione, ecco, si manifesta come vibrazione, poi minerale, vegetale, e continua, fino a trovare il massimo dell’espressione nell’uomo, nell’emozione e sentimento che è condotta dal minerale e vegetale nella carne.
L’Essere arriva alla comprensione di se stesso, del suo percorso cosmico nell’uomo che gli rende, gli ritorna, nella consapevolezza, il senso di sé, la Potenza creatrice che siamo.
Essere Amore, generando esseri.
Cos’è l’emozione e il sentimento nell’Essere? In ciò che chiamiamo Dio? Nel Tutto che ci comprende e trascende, mentre in esso pienamente siamo?
C’è l’emozione in qualche cosa altro, oltre, l’essere emozione nella creazione? O qui è la possibilità di sperimentare l’emozione perché qui sono le condizioni perché essa sia?
Appunto, quindi qui è la realtà per sperimentare e conoscere l’emozione. Per questo ci diamo in continuazione vita e vita negli esseri, per questo, noi esseri delle stelle, ci inabissiamo quaggiù in questa inconsapevolezza buia che è la Terra e la materia, per questo torniamo.
Questo è il qui e ora cui restare fedeli.
Non siamo tenuti a restare fedeli ad un quotidiano che ci imprigiona perché qualcuno, o i più, ci chiedono il rispetto e l’adesione a schemi di comportamento e a organizzazioni delle relazioni che sappiamo relativi, quando non involutivi.
Non è la fedeltà alle leggi, che gli altri credono necessarie e assolute, che può fermare la nostra spinta all’evoluzione e il ritorno a casa. Che non significa tornare alla stella, ma aprire la dimensione stella che sta in me e, da questa sorgente, muovermi gioiosamente nel mondo in cui ho scelto, per ora, di abitare.
L’ho sempre vissuta e goduta la mia natura stellare, solo un lieve, trasparente velo mi fa supporre che così non sia.
Un velo che probabilmente resterà, perché evidenzia la diversa natura delle esistenze terrestri e stellari; è ciò che chiamiamo metafora? Archetipo? Sono tutti quei livelli di consapevolezza che sono e non so di essere e le relative potenzialità che di cui ancora non mi rendo conto e che non so usare?
È così, su un punto ancora va aperta la mia espansione: So, ho sempre saputo, mi muovo e agisco le mie potenzialità.
Inizio con affermare la realtà che voglio che sia e, siccome questa dimensione nuova che mi vuole re di me stessa e del mio universo è tale perché è Una, è olistica e frattalica, come tale comprende ogni creatura.
Ecco che noi Uomini rendiamo consapevoli gli esseri, tutti
[1], ed essi vedono, con la loro capacità di comprensione che non è da meno della nostra, la loro partecipazione al Tutto e, rendendosi consapevoli ritrovano il loro codice, il loro autentico significato, quello di esistere per se stessi, per la loro bellezza.
Questo senso del creato gli esseri lo avevano in nuce, criptato nel profondo, ecco il perché del processo di evoluzione della Vita fino all’uomo, per giungere, attraverso le manifestazioni sempre più complesse degli esseri, alla pienezza e alla visione di sé di ciò che il Sé Creatore è, ovvero Noi dal nostro essere il Tutto, siamo.
A che serve parlare dei processi di creazione? A che serve questo speculare sulla modalità di creazione?
Semplicemente a dire, sviscerare, mettere in luce ciò che accade dentro di noi, perché in noi avvengono le creazioni.
Le forme minerali sono energia-luce che si sono date nei minerali una prima forma, identità e consistenza, viaggiano nell’universo attraversano le forme di creazione più complesse fino ai nostri corpi.
Stanno nel corpo di luce che ci attraversa e ci permea, sul quale siamo fondati e stabilizzati, come se noi fossimo incapsulati dentro ad un cilindro energetico che ci sostiene.
Stanno, sempre a disposizione, nell’aura, l’insieme dei sette corpi
[2] che circonda il nostro corpo visibile.
Una serie di piattaforme che ruotano continuamente su tutti i piani e che tengono costantemente ricoperto, custodito e in connessione con il cosmo il nostro corpo.
In questi piani, che attraversano come fasci energetici il corpo, balzano, danzano i semi dei sentimenti, in spirali e vortici di sostanze minerali criptate.
Quando una situazione, una persona, un pensiero sollecita la nostra percezione, non solo i cinque sensi, ma tutta la più vasta rete del “sentire” che comprende i campi dei corpi quali la linfa, il sangue viene attivata.
Noi riempiamo lo spazio tra il punto sollecitato e la psiche con queste energie dei corpi sottili perché le attiriamo.
Creiamo un campo…
Ecco perché in questo momento di transizione tra la vecchia realtà, la vecchia matrix che si sta sciogliendo e la nuova Coscienza, perciò il nuovo mondo, la traccia da seguire sono le emozioni e i sentimenti.
Essi, nel loro essere vibrazione, colore, suono e materia elementare nei minerali, conducono quelle condizioni che permettono alla nostra anima il passaggio. Essi creano il canale, il varco per attraversare lo scarto di distinzione delle due realtà.
È la possibilità che abbiamo per traghettare da un mondo ad un altro.
Come se avessimo un vascello, le emozioni e i sentimenti, che placidamente e tumultuosamente, ci fa attraversare questo spazio e tempo di mezzo tra l’esaurirsi e il rinnovarsi di tutte le energie del vecchio nel nuovo mondo.
Anche i pensieri, tutto il nostro pensare fa parte del vascello e partecipa al passaggio, sono le nostre Pleiadi interiori
[3].

E l’eros?

L’eros è il timbro di emozioni e sentimenti, ne è la cifra e la traccia.
Esso si manifesta in mille modalità, come ha sempre fatto, solo ora sta cercando più spazio, più accoglienza da parte nostra per poter scorrere. Ovvero, lo spazio l’ha sempre avuto, ma noi non l’abbiamo voluto né vedere né guardare. Tutti quei rivoli di eros che abbiamo giudicato, resistito, escluso dalla nostra esistenza. Lui s’è dato altre strade e ci ha tenuto in vita, ci ha alimentato. Se per un attimo osserviamo tutti gli ambiti dell’eros, solo osserviamo, senza interpretare né giudicare, vediamo una grande ed estesa rete di energie sottili emergere e con esse ecco i punti di connessione, i centri energetici.
Per essere canali verso la nuova realtà tutto va vissuto pienamente, i rivoli dell’eros devono poter attraversare tutto il nostro essere, corpo e psiche, anima.
L’eros è l’energia che può creare la spirale di tensione che avvolge in un tutto le dimensioni del nostro essere. L’eros, ancora, è energia che aggancia il centro della Terra e la stella più lontana del cosmo. L’eros, che attraversa il corpo, attiva il cono di luce che punta diritto alla stella che siamo dentro e fuori di noi, punta al centro del nostro essere di carne, e al centro della Terra.
Il centro della Terra è cristallo, intelligenza geometrica Una con l’intelligenza cosmica.
Nell’eros noi ci immettiamo in questa rete morfogenetica che fa uno l’universo.

La consapevolezza scorre, come scorre l’energia, la luce, la linfa.

note:


[1] Tutte le forme di creazione.
[2] Vedi in Serendipity, Il corpo di luce.
[3] Vedi I pensieri, Le Pleiadi.

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