Montaigne Saint Victoire (Cézanne)

Montaigne Saint Victoire (Cézanne)
La Coscienza di Cézanne è sempre con me

lunedì 17 maggio 2010

san valentin (!)


A volte siamo condotti a ricreare noi stessi da grandi libertà. Fioccano i no dentro di noi, come mondi che in sordina o scalpitando se ne vanno.

Si susseguono incroci dentro il ri-programmare noi stessi e scegliamo, ogni volta lasciando ciò che di vita in vita abbiamo conosciuto e siamo diventati.

Come grani di un rosario o perle di collana.

Un’ossidiana d’acciaio. Un metallo durissimo e purissimo. Un diamante fino a ieri grezzo che improvvisamente pulsa grave e solenne in fondo al cuore.

Il silenzio abitato, la mano che ascolta il cuore, il tocco che accarezza l’anima.

Non so di rimpianti, non so di ritorni su vuoti percorsi. Di parole e incantesimi che come trasparenti prigioni ottundono l’anima. Tutto si perde, dissolto da paziente osservare, che ascoltando permette ad ogni anfratto del cielo il suo dire.

Ogni viandante ha trovato ristoro, ad ogni grande o assurdo pensiero ho dato respiro e le tante, intransigenti, incessanti emozioni, nel mio sangue di donna, ho lasciato danzare.

Finché, ad una curva del nostro essere errante, l’incontro.

Sostare, una sera, e la musica sale.

L’accordo fino a ieri solo accennato, ora spartito che da solo si crea e si libra veloce e sonoro su un silenzio volutamente creato.
Spazi non abitati, inaspettati, non ancora esplorati. Finestre sui mondi, ineluttabili, ineludibili.
Sete impalpabili, come onde bianche, inarrestabili.

E s’erge la città inesplorata, lasciata a sognare laggiù in fondo al mare. E salgono flutti fino a ieri impossibili, che narrano storie da lingue ritenute improbabili.

Emerge e procede la fila infinita di bianche colonne. Ogni glifo in sacello. Ogni simbolo un’ara che brucia. E parlano i segni che sanno la storia, e scorrono via, e si perde ogni loro disegno incarnato.

E perdo, con loro, ogni nome di ieri. Non sono.

Felice rinasco, e spoglia fenice.

Mentre il solo richiamo che si lascia sentire è un linguaggio che i mondi sa attraversare.







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