La tua anima sospesa.
Sette stelle, sette corpi, sottili eterei, grezzi e pesanti, tutto è stella.
Pleiadi, i tuoi corpi, quelli che vedi e quelli sottili.
Possiamo essere ciò che eravamo. L’età dell’oro.
Essere qui sulla terra la mia anima stellare.
Maya, Aztechi, Egizi, chiamati poi angeli, psiche, anima, amori,… pronuncia la tua anima stellare.
Il tuo sé più ampio, la tua ultima, per ora, spiaggia, quanto a grandezza vastità e potenza.
Sappi che puoi essere oltre, e oltre l’oltre.
Pleiadi, lo specchio. La capacità profonda della cura.
Memoria, codice, paradigma, ciò che eravamo trasferito e compiuto in ciò che siamo.
Apertura del portale, del terzo occhio. Passare dall’Osservatore al Partecipatore, ossia attivare, della Coscienza creante, la forza intellettiva congiunta alla forza proiettiva-unica, che fa “essere” il pensiero nella sua materia.
Basta accogliere tutto, compreso il mentale tanto separato da noi stessi.
Talmente sottile la linea di separazione, ma così definitiva, fino a ieri. Non lo è mai stata.
Già, da sempre, eravamo tutto.
Basta che accogliamo il cuore, l’intuizione e il mentale.
Basta che accogliamo ciò che sappiamo e lo confermiamo insieme a ciò che abbiamo separato.
Compresa la consapevolezza che “abbiamo separato”. Ecco, integrare anche l’idea del separare e l’idea che bisogna separarci dal separare. Integrare anche il separare lasciandolo continuare a separare.
Lasciar essere tutto e il contrario di tutto.
Pleiadi, lo specchio, il diamante che brilla lassù e quaggiù, dentro di noi. Ora che ogni sfaccettatura dell’esistenza può brillare o restare in ombra, tutto è Vita.
Cominciare da qui e lasciare che la memoria ci indichi, ogni attimo, come aggiustare il tiro e il percorso, integrando anche la malattia che chiamiamo riserva di risorse.
Sette stelle, sette corpi, sottili eterei, grezzi e pesanti, tutto è stella.
Pleiadi, i tuoi corpi, quelli che vedi e quelli sottili.
Possiamo essere ciò che eravamo. L’età dell’oro.
Essere qui sulla terra la mia anima stellare.
Maya, Aztechi, Egizi, chiamati poi angeli, psiche, anima, amori,… pronuncia la tua anima stellare.
Il tuo sé più ampio, la tua ultima, per ora, spiaggia, quanto a grandezza vastità e potenza.
Sappi che puoi essere oltre, e oltre l’oltre.
Pleiadi, lo specchio. La capacità profonda della cura.
Memoria, codice, paradigma, ciò che eravamo trasferito e compiuto in ciò che siamo.
Apertura del portale, del terzo occhio. Passare dall’Osservatore al Partecipatore, ossia attivare, della Coscienza creante, la forza intellettiva congiunta alla forza proiettiva-unica, che fa “essere” il pensiero nella sua materia.
Basta accogliere tutto, compreso il mentale tanto separato da noi stessi.
Talmente sottile la linea di separazione, ma così definitiva, fino a ieri. Non lo è mai stata.
Già, da sempre, eravamo tutto.
Basta che accogliamo il cuore, l’intuizione e il mentale.
Basta che accogliamo ciò che sappiamo e lo confermiamo insieme a ciò che abbiamo separato.
Compresa la consapevolezza che “abbiamo separato”. Ecco, integrare anche l’idea del separare e l’idea che bisogna separarci dal separare. Integrare anche il separare lasciandolo continuare a separare.
Lasciar essere tutto e il contrario di tutto.
Pleiadi, lo specchio, il diamante che brilla lassù e quaggiù, dentro di noi. Ora che ogni sfaccettatura dell’esistenza può brillare o restare in ombra, tutto è Vita.
Cominciare da qui e lasciare che la memoria ci indichi, ogni attimo, come aggiustare il tiro e il percorso, integrando anche la malattia che chiamiamo riserva di risorse.
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